Come calcolare l’impronta idrica (water footprint) di un prodotto

02/Gen/2026 | Blog

Nel settore della moda e del lusso, ogni capo, accessorio o materiale ha una storia che va oltre l’estetica: nasconde consumi e processi produttivi che spesso restano invisibili.

Misurare quanta acqua serve per realizzare un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita significa capire concretamente il suo impatto ambientale. È qui che entra in gioco la water footprint, o impronta idrica: uno strumento che traduce dati complessi in informazioni chiare e utilizzabili, aiutando brand, fornitori e operatori industriali a leggere e migliorare ogni fase della Filiera.

Conoscere la water footprint significa avere un linguaggio comune per ottimizzare processi, ridurre sprechi e valorizzare scelte sostenibili, rispondendo alle aspettative di un mercato sempre più attento e consapevole.

Cos’è l’impronta idrica di un prodotto

L’impronta idrica (o water footprint) misura il volume complessivo di acqua associato alla realizzazione di un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita. Non si limita ai consumi diretti di una singola azienda o fase produttiva, ma considera anche l’acqua utilizzata indirettamente nelle fasi a monte e a valle del processo produttivo.

Questo approccio consente di superare una visione parziale dell’uso dell’acqua e di leggere il prodotto moda come il risultato di una successione di attività interconnesse, ciascuna delle quali contribuisce al profilo complessivo di impatto idrico.

Come si calcola la water footprint

Il calcolo della water footprint si basa sulla raccolta e sull’analisi dei dati relativi all’uso dell’acqua nelle diverse fasi del ciclo di vita del prodotto. In termini operativi, significa quantificare quanta acqua viene utilizzata, in che modo viene impiegata e come la sua qualità viene modificata nel corso dei processi produttivi.

Applicata ai prodotti moda e lusso, questa analisi richiede di considerare sia le fasi legate alla produzione delle materie prime che la trasformazione delle stesse, oltre alle lavorazioni di finitura e trattamento delle superfici

I dati raccolti vengono poi organizzati per restituire una lettura complessiva e coerente dell’impatto idrico del prodotto, evitando valutazioni frammentate o limitate a singoli passaggi.

Le componenti della water footprint

Il computo globale della water footprint è dato dalla somma di tre componenti:

  • Acqua blu: si riferisce al prelievo di acque superficiali e sotterranee destinate ad un utilizzo per scopi agricoli, domestici e industriali. È la quantità di acqua dolce che non torna a valle del processo produttivo nel medesimo punto in cui è stata prelevata o vi torna, ma in tempi diversi.
  • Acqua verde: è il volume di acqua piovana che non contribuisce al ruscellamento superficiale e si riferisce principalmente all’acqua evapo-traspirata per un utilizzo agricolo.
  • Acqua grigia: rappresenta il volume di acqua inquinata, quantificata come il volume di acqua necessario per diluire gli inquinanti al punto che la qualità delle acque torni sopra gli standard di qualità.

Questa articolazione rende possibile una lettura più approfondita dell’impronta idrica, utile per individuare le aree di maggiore criticità lungo la catena del valore.

Processi ad alta intensità idrica e scelte tecnologiche

L’adozione di soluzioni tecnologiche orientate alla riduzione dell’impatto ambientale in ogni fase consente di incidere in modo concreto sull’impronta idrica complessiva del prodotto

La water footprint, a sua volta, aiuta a leggere come le scelte tecnologiche nei singoli processi si collegano a una visione più ampia e integrata lungo l’intera Filiera.

Il ruolo dell’analisi LCA

Per essere affidabile e confrontabile, il calcolo della water footprint deve essere inserito all’interno di un’analisi LCA (Life Cycle Assessment)

L’LCA è una metodologia che consente di valutare gli impatti ambientali di un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita, integrando informazioni relative ai materiali, ai processi e alle fasi produttive.

Applicata al sistema moda, l’analisi LCA permette di collocare l’impronta idrica all’interno di una lettura sistemica, evitando approcci parziali o focalizzati esclusivamente su singole lavorazioni. 

In questo modo, la water footprint diventa uno strumento utile per comprendere come le diverse scelte industriali incidano sull’impatto complessivo del prodotto.

Una lettura condivisa per il sistema moda e lusso

Inserita in una visione di ciclo di vita, la water footprint assume un ruolo strategico nel dialogo tra i diversi attori coinvolti. Brand, fornitori e operatori industriali possono utilizzare questo indicatore come base comune per confrontare soluzioni, valutare alternative e supportare decisioni progettuali e produttive basate su dati strutturati e verificabili.

Calcolare l’impronta idrica di un prodotto significa effettuare una lettura consapevole dei processi

Nel comparto degli accessori e dei materiali di alta gamma, questo passaggio è tutt’altro che teorico: riguarda il modo in cui si progettano le collezioni, si selezionano i materiali, si governano le lavorazioni e si dialoga con un mercato che chiede sempre più trasparenza e coerenza.

Inserita in una visione di ciclo di vita, la water footprint diventa uno strumento che connette competenze industriali, innovazione tecnologica e responsabilità ambientale

È su questa integrazione che si gioca oggi la capacità della Filiera di evolvere, valorizzando il proprio know-how e costruendo un percorso condiviso verso modelli produttivi più solidi, misurabili e sostenibili.

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